La questione della Funivia del Monte Bianco
Agli operatori turistici
Alle associazioni alpinistiche
Alle associazioni ambientaliste
Agli organi di informazione
La questione della Funivia del Monte Bianco diventerà nei prossimi mesi
uno dei temi importanti del dibattito e delle scelte del Consiglio
regionale della Valle dAosta.
Limportanza ambientale e culturale del Monte Bianco, lentità e le
ricadute degli investimenti che si devono realizzare rendono necessaria
unaccurata riflessione ed unampia partecipazione.
Attenzione e coinvolgimento che finora sono rimasti troppo circoscritti.
Per questo poniamo pubblicamente cinque domande e ci auguriamo di
ricevere, pubblicamente o privatamente, tante risposte che ci saranno utili
per le decisioni da assumere al momento opportuno in Consiglio
regionale.
Elio Riccarand
Carlo Curtaz
Dina Squarzino
-Vi preghiamo di inviare osservazioni, suggerimenti, proposte a:
Gruppo regionale Arcobaleno, Via Losanna n. 5, Aosta
Fax 0165-366514
Email verdalt@aostanet.com
CINQUE DOMANDE RELATIVE ALLLA FUNIVIA DEL MONTE
BIANCO
Nellagosto 2007 la Funivia del Monte Bianco, cioè limpianto La Palud-
Pavillon-Rifugio Torino-Punta Helbronner cesserà la propria attività.
Concepita e progettata alla fine degli anni trenta con scopi
prevalentemente militari, realizzata nella prima metà degli anni 40,
collaudata nel 1946, la funivia era entrata in funzione nellagosto 1947. In
base alla normativa italiana, che, per ragioni di sicurezza, pone un limite
massimo di 60 anni alla vita di un impianto a fune, la funivia deve, nel
2007, cessare la propria attività.
Nella seconda metà del novecento tale funivia era diventata un impianto
di notevole importanza per il turismo e lalpinismo. Essa consente infatti
al turista di arrivare agevolmente ai 3.400 metri di punta Helbronner e di
ammirare un panorama magnifico con tutta limponente catena del Monte
Bianco; essa consente allalpinista di arrivare in pochi minuti da
Courmayeur al Rifugio Torino, punto di partenza di molte vie
alpinistiche; essa consente in primavera agli sciatori di arrivare
rapidamente a punta Helbronner per poi scendere con gli sci fino a
Chamonix percorrendo la Vallée Blanche.
Fin dagli anni 50 Punta Helbronner è stata inoltre collegata con lAiguille
du Midi attraverso un impianto a fune (La Liaison) che consente di
attraversare ed ammirare dallalto il cuore del massiccio del Monte
Bianco.
UNA RIFLESSIONE NECESSARIA
La prospettiva della chiusura della funivia del Monte Bianco fra quattro
anni (anche se brevi proroghe, di uno o due anni, sono possibili) impone
una riflessione ed una decisione.
Lopzione zero ( smantellamento dellimpianto senza una sua
sostituzione) non dovrebbe essere scartata in partenza. Bisognerebbe
chiedersi se la scelta di infrastrutturare la montagna che ha caratterizzato
il Novecento non dovrebbe lasciare il posto, nel Duemila, a scelte di
rinaturazione e di wilderness.
Sarebbe unopzione in totale controtendenza rispetto alle scelte degli
ultimi centanni su tutto larco alpino.
Tale opzione, in considerazione degli interessi economici che sono in
ballo e del modello turistico dominante in Valle dAosta ed in gran parte
dellarco alpino, ha tuttavia ben poche possibilità di unaccoglienza
positiva.
La scelta di realizzare un nuovo impianto, in sostituzione della funivia
che sta terminando la sua attività incontra sicuramente un ampio consenso
e forte è anzi la domanda di fare in fretta, di essere pronti con la nuova
funivia fin dai primi mesi del 2007, in modo evitare interruzioni nel
funzionamento di un impianto che dal fondovalle porti fino a Punta
Helbronner.
Ma quale nuova funivia? Per quali utenti? Con quale portata? Quali
strutture nelle stazioni di arrivo? Quale punto di partenza? Quale rapporto
fra gli investimenti per la nuova funivia e gli investimenti di
riqualificazione urbanistica ed ambientale di La Palud ed Entrèves?
1) FINALITA ED UTENTI DELLA FUNIVIA
Si vuole realizzare un impianto per un modello di turismo lento e
stanziale o per un modello di turismo mordi e fuggi ?
Si vuole cioè un impianto al servizio degli alpinisti, delle guide alpine e
dei loro clienti, dei turisti che soggiornano a Courmayeur ed in Valle
dAosta, degli sciatori che, in primavera, vogliono percorrere la Vallée
Blanche, oppure si vuole un impianto al servizio di comitive che, in
giornata, arrivano da Milano o Genova, salgono a Punta Helbronner,
stazionano un paio dora al Pavillon e poi ritornano a casa ?
2) LA PORTATA DELLA FUNIVIA
Lattuale funivia funziona con cabine da 25 posti che impiegano 5 minuti
per percorrere il primo tronco (La Palud-Pavillon) e 6 minuti per il
secondo tronco (Pavillon-Rifugio Torino). Considerando che occorrono
almeno altri due o tre minuti per limbarco e lo sbarco dalle cabine, la
portata oraria è attualmente di circa 200 persone lora.
A Chamonix limpianto, completamente rifatto nel 1991, è più potente.
Le cabine sono da 75 posti per il tratto Chamonix-Plan des Aiguilles e da
65 posti per il tratto da Plan des Aiguilles-Aiguille du Midi. I tempi di
percorrenza sono simili a quelli del versante valdostano e la portata
oraria arriva fino a 600 persone ora.
La nuova Funivia del Monte Bianco che si intende costruire a
Courmayeur che portata deve avere: le 200 persone/ora attuali? le 600 di
Chamonix? un numero intermedio? una portata maggiore di quella di
Chamonix?
E il centro del problema, perchè in base alla portata poi si determina
tutto il resto: la pressione sulle stazioni darrivo, le dimensioni dei
parcheggi alla partenza, ecc. ecc.
3) LE STRUTTURE NELLE STAZIONI DARRIVO
Un modello che si è diffuso in molte località alpine è di realizzare nelle
stazioni di arrivo delle grandi funivie delle strutture di accoglienza ed
intrattenimento di ampie dimensioni: ristoranti; sale multimediali; musei
permanenti; negozi; ecc.
E opportuno seguire tale modello anche con la nuova funivia del Monte
Bianco? Quali caratteristiche e quali dimensioni devono avere tali
strutture?
4) LA PARTENZA DELLA NUOVA FUNIVIA
Lattuale funivia parte da La Palud. Intorno alla stazione di partenza della
funivia è cresciuto un villaggio con una serie di attività commerciali che
sono fortemente legate alla stazione di partenza della funivia.
E opportuno mantenere a La Palud la stazione di partenza della funivia
oppure, come altri vorrebbero, è meglio costruirla un po più in basso, ad
Entrèves, a ridosso dellarrivo dellautostrada e proprio a fianco della
strada che porta al Tunnel del Monte Bianco?
5) LA RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA ED AMBIENTALE DI LA PALUD EN ENTREVES
Linvestimento necessario per realizzare la nuova funivia sarà notevole.
La previsione è di un intervento di circa 50 milioni di euro. E
consapevolezza di molti che sarebbe un errore investire così ingenti
risorse in un impianto a fune trascurando completamente i problemi che
attualmente affliggono La Palud ed Entrèves.
La Palud ha problemi decennali irrisolti di viabilità, di parcheggio, di
riqualificazione urbanistica, di valorizzazione del suo ruolo di porta di
ingresso della Val Ferret. Che cosa si può e si deve fare perché,
contestualmente alla progettazione e costruzione della nuova funivia La
Palud trovi una soluzione ai suoi annosi problemi ?
Per quanto riguarda la piana di Entrèves: come porre fine alla sua
devastazione e quali interventi realizzare per ridurre limpatto provocato
dalle opere autostradali e dallintenso traffico?
Vede anche il documento in PDF : quale_funivia_05_09_03.pdf
Le 05-09-2003.